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27.11.2014 Focus on

Buoni Pasto Elettronici: aumento esenzione fiscale

Via libera della Commissione Bilancio all’aumento della deducibilità fiscale dei buoni pasto elettronici. 

Primo importante traguardo per la riforma del regime fiscale dei buoni pasto, attesa dal 1998. La Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato l’emendamento a firma di Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze. La discussione passa alla Camera per poi approdare al Senato.

A vedere aumentato il tetto dell’esenzione fiscale a 7 euro sono i buoni pasto elettronici. “Si tratta di un intervento che porterà con certezza più consumi e meno evasione fiscale”, commenta Causi che evidenzia il valore di una misura attesa dal 1998. “L’aumento di 1,71 euro al giorno equivale a circa 400 euro all’anno in più di reddito netto disponibile per la spesa alimentare di ogni lavoratore beneficiario”.

Causi sottolinea poi che limitare l’aumento dell’esenzione ai soli buoni pasto digitali è una scelta che va nella direzione della lotta all’elusione e all’evasione fiscale: “abbiamo stimato che la riduzione dell’evasione Iva, Ires e Irap sulla spesa aggiuntiva attivata da questo intervento potrà far emergere circa 24 milioni di gettito aggiuntivo, innestando così un vero e proprio circolo virtuoso fra aumento dei consumi e aumento del gettito fiscale”.

In questo modo, inoltre, il mercato dei buoni pasto subirà una spinta verso le carte elettroniche dando un forte contributo alla digitalizzazione del sistema Italia. Si stima infatti che, alla luce della riforma, verranno introdotti 35mila nuovi POS in aggiunta ai 40mila terminali già in uso.

Soddisfazione è stata espressa anche da Andrea Keller, amministratore delegato di Edenred Italia, che, numeri alla mano dello studio dell’Università di Tor Vergata e di OpenEconomics, spiega come in uno scenario in cui il 70% dei buoni pasto sul mercato passi a un tetto defiscalizzato di 7 euro “il settore raggiungerà l’1% di PIL e si registrerà un aumento dell’occupazione di 16.398 posti di lavoro diretti”.

Se si considera anche l’indotto, inoltre, secondo la ricerca di OpenEconomics, l’incremento occupazionale potrebbe arrivare a quasi 74mila unità. Ottime prospettive anche per le entrate fiscali che vedrebbero un aumento di circa 936 milioni di euro.