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16.02.2016 Selezionati dalla rete

Estetica della bruttezza: il National Geographic celebra l’ugly food a colpi di scatti sul web

Una quantità spaventosa  di cibo viene sprecata inutilmente perché non soddisfa gli standard estetici imposti dal mercato. National Geographic non ci sta e lancia #UglyFoodIsBeautiful  

Secondo la FAO oltre un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano, cioè circa 1,3 miliardi di tonnellate, va perduto o sprecato, in particolare i paesi industrializzati e i paesi in via di sviluppo sperperano, rispettivamente, 670 e 630 milioni di tonnellate di cibo ogni anno.
Se lo spreco di cibo - dal residuo in campo alla produzione e distribuzione allo spreco domestico - vale nel mondo circa 2.060 miliardi di euro, in Italia ci costa lo 0,5% del nostro Pil, oltre 8 miliardi di euro.



Ciò nonostante nel nostro paese, e non solo, enormi quantitativi  di frutta e verdura vengono gettati nel cestino  perché il loro aspetto estetico non è ritenuto accattivante dai consumatori! carote avvinghiate su sé stesse, mele ammaccate o patate maculate (che potrebbero essere affascinanti elementi di design) non vengono selezionate in virtù delle loro imperfezioni estetiche e non organolettiche.

Così settimana scorsa il National Geographic  ha lanciato una sfida sul web al grido dell’hashtag #UglyFoodIsBeautiful  invitando i membri della sua Community a postare foto belle di cibo brutto, o considerato tale. L’iniziativa si concluderà il 7 marzo ma è già possibile dare uno sguardo a una prima selezione di scatti di grande ispirazione : dai un'occhiata qui!

Per partecipare è sufficiente entrare nella community You Shot e postare le proprie suggestioni fotografiche.

A questo proposito un aiuto ci viene dato dall'’autore del post, Becky Hale che fornisce un utile vademecum su come realizzare un perfetto still life con il proprio Smartphone:
  1. Calibrare la luce
  2. Reperire i giusti elementi e accessori decorativi
  3. Inquadrare perfettamente il soggetto e solo in un secondo tempo:
  4. ritagliare l’inquadratura ex post
  5. Ridurre al minimo il numero di elementi fotografati
  6. Utilizzare i giusti filtri nel post-produzione: esistono APP di ogni genere che consentono di creare atmosfere ad hoc.
Per una lezione completa di foodphotoshooting clicca qui!

A questo punto non ci resta che scattare, postare e … perché no, assaggiare il soggetto del nostro servizio fotografico che di certo non dovrà essere gettato dopo il suo utilizzo.
 


SC