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08.06.2015 Focus on

I cinque volti della pausa pranzo

Basta con la routine dei pasti sempre uguali, benessere significa anche varietà: ecco i tipi di pausa pranzo da scegliere in base al tempo che avete a disposizione.​

 

Parola d'ordine: variare. Per soddisfare il nostro fabbisogno calorico giornaliero, infatti, il nostro corpo ha bisogno di tutto: proteine, carboidrati, grassi, sali minerali, di un'infinità di tipologie e nature. E poi, per la frutta e la verdura, anche in pausa pranzo vale il consiglio di utilizzare solo prodotti di stagione. E che dire delle esigenze del palato? Anche il gusto, in fondo, vuole la sua parte. Variare, dunque. Variare cibi, menù, locali. Senza per questo sentirsi “infedeli” verso il nostro amico barista o ristoratore.
 
Questione di calorie
La pausa pranzo, per il nostro fisico, è un fattore determinante: i nutrizionisti, in genere, consigliano di assumere con il pranzo tra il 35 e il 40% delle calorie giornaliere, che si sommano a un 15% assunto con la colazione, un 15% suddiviso tra vari spuntini e non più di un 30-35% delle calorie a cena. La quantità, ovviamente, varia in base al sesso, allo stile di vita e allo svolgimento di attività sportive.


 
E proprio lo stile di vita, a volte, è decisivo per la pausa pranzo: giornate piene di impegni si alternano a giorni che lasciano qualche minuto in più per l’intervallo. Ecco allora i cinque tipi di pausa pranzo da scegliere, ordinati in base al tempo a disposizione. Dalla pausa pranzo più veloce a quella più rilassata.
 
  1. Pausa pranzo del primo tipo: asporto e pranzo alla scrivania. La giornata è decisamente troppo piena e allora abbiamo solo cinque minuti per comprare un panino, andare in rosticceria o al sushi bar per comprare qualcosa e poi pranzare davanti al computer. Il fast food, in fondo, non è reato: hamburger, piadine, focacce. Variando ma senza esagerare. Per giornate all'insegna del pragmatismo; 
  2. Pausa pranzo del secondo tipo: take away e pranzo all'aperto. È il pranzo estivo e primaverile per eccellenza. Rispetto al primo tipo, sicuramente avrete il tempo di pensare e scegliere qualcosa di diverso. Non solo il classico panino… l'ultima tendenza, ad esempio, è la toasteria: gustosi toast, da consumare nel locale o da asporto, dalle mille farciture. Dal prosciutto alla pancetta, dalle verdure grigliate ai pomodori secchi, dalla scamorza fino alla salsa tonnata. 
  3. Pausa pranzo del terzo tipo: il pasto veloce. La giornata, come al solito, è piena di impegni, ma nulla vi impedisce di fare il grande passo. Uscire dall'ufficio con i colleghi e fare una pausa pranzo come si deve al bar, alla tavola calda o al ristorante. Purché sia veloce. Una piadina, un'insalatona. Oppure, se il ristoratore è veloce, un piatto di pasta, un secondo, sempre che il rapporto qualità-prezzo sia all'altezza. Siamo all'essenza della pausa pranzo: per veri intenditori; 
  4. Pausa pranzo del quarto tipo: il pranzo di lavoro. Massima serietà. Oggi, con i colleghi, i clienti o un collaboratore, si parla di lavoro. Serve un ristorante tranquillo, non costoso ma nemmeno troppo affollato. Business is business. Potete optare per la tradizione con la dieta mediterranea, oppure osare con il cibo etnico. Niente panini o simili, certe cose si discutono meglio davanti ad una tavola ben imbandita; 
  5. Pausa pranzo del quinto tipo: per gli amanti della buona tavola. Dopo settimane durissime, pranzi veloci in cui avete ingurgitato di tutto, finalmente una giornata tranquilla. È il momento di staccare e di tempo, finalmente, ce n'è: ora potete lasciare spazio ai vostri gusti e permettervi quella trattoria toscana che tanto vi piace o fare quel pranzo di pesce atteso da così tanto tempo. Magari con gli amici. Oppure con i colleghi. Ma ricordatevi: mai, in queste circostanze, parlare di lavoro. 
Ecco, combinando queste cinque tipologie avrete la giusta alternanza tra i diversi tipi di pausa pranzo. Sempre che qualcuno di voi non se la senta di inventare un “sesto tipo”.