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26.06.2015 Focus on

Non solo cibo: la pausa pranzo alternativa

Senza saltare i pasti si può imparare l'inglese, ascoltare musica, leggere libri, rilassarsi nei centri benessere e fare la spesa. Perché la gestione del tempo è una cosa seria.

 

Si fa presto a chiamarla “pausa pranzo”. Con quello che c'è da fare a casa e sul lavoro, spesso è la “pausa” a prevalere nettamente sul “pranzo”. In altre parole, si sfrutta quell'ora o poco più per sbrigare commissioni, dedicarsi all'aggiornamento professionale, andare in palestra, fare sport o anche solo per rilassarsi, spesso saltando il pranzo. Con tutte le conseguenze negative sulla nostra salute e sull'umore che questo comporta. Ma perché, allora, non conciliare gusto e tempo dedicandosi a pause pranzo, per così dire, alternative?
 
Lunch is served
Se il vostro problema, ad esempio, è la necessità di aggiornarsi con la lingua inglese, c'è la possibilità di pranzare assieme a degli insegnanti madrelingua, con i quali potersi esercitare chiacchierando magari proprio della qualità dei cibi. La pausa pranzo in inglese è già una realtà a Milano e Torino, con locali dedicati oppure con insegnanti madrelingua che possono raggiungerti in qualsiasi ristorante.


 
Un piatto di cultura
Se il lavoro lascia poco spazio alla cultura e alla lettura di libri, a Torino c'è un'iniziativa il cui motto è tutto un programma: “Tu mangia con calma, il libro te lo leggiamo noi”. Si chiama “All you can read” e viene tenuta da due attrici teatrali, Elisa Galvagno e Francesca Bracchino, sul modello di analoghe iniziative culturali che animano le pause pranzo di Londra.
 
Un'iniziativa analoga a quella che si tiene al Centro direzionale di Napoli, dove si può mangiare e ascoltare musica dal vivo con pause pranzo a tema.
 
Il modello? Le vecchie latterie milanesi
Pranzo, cultura e spesa è invece il singolare mix di attività che si può trovare a Bari dove, in via Melo, un semplice fruttivendolo ha trasformato il proprio locale in un piccolo ristorante con cucina vegana, con menù basati sui prodotti venduti dal negozio. Alle pareti, poi, c'è addirittura una mostra permanente di wall painting. Finito il pranzo, in un attimo si può fare rifornimento di frutta e verdura per la casa, ottimizzando i tempi e garantendo prodotti sempre freschi ai familiari.
 
Sono sempre di più, infatti, i negozi di alimentari che si sono dotati di un ristorantino interno per la pausa pranzo: non solo fruttivendoli ma anche macellerie, pescherie, pasticcerie. Per non parlare dei fornai. Insomma, quasi un ritorno alla vecchia latteria milanese. In cui, oltre a fare un po' di spesa, si mangiava.
 
Arriva il facial bar
Dall'America, poi, sta arrivando in Italia (e ha già aperto a Milano), il “facial bar”, ossia un centro benessere dove effettuare un trattamento al viso dalla durata di 30 minuti e, prima o subito dopo, effettuare la pausa pranzo. Un'idea destinata ad avere successo, visto che una crescente quantità di Italiani sceglie proprio la pausa pranzo per godersi un po' di relax alle terme o nei centri benessere.
 
In tutta Italia, inoltre, esistono locali con un'originale atmosfera vintage, in cui oltre a mangiare si possono rivedere gli oggetti visti da bambini o quelli delle epoche passate, ispirando magari gli appassionati di antiquariato e modernariato.
 
Infine, un'avvertenza per chi vuole approfittare della pausa pranzo per andare in palestra: non c'è niente  di più sbagliato che saltare il pasto. Anzi, il pranzo deve raddoppiare. Bisogna mettere qualcosa sotto i denti un'ora e mezzo prima, ad esempio frutta e carboidrati. E, terminato l'allenamento, serve un pasto ristoratore con il giusto apporto di proteine e carboidrati.
 
Ed ora…Non vi resta che scegliere la modalità di pausa alternativa da sperimentare per prima!