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05.11.2014 Focus on

Tassazione dei buoni pasto: un aiuto all’economia

Negli ultimi 5 anni il potere d’acquisto  delle famiglie è drasticamente diminuito. 
 

La crisi finanziaria del 2008 non ha avuto effetti solo sull’economia mondiale. Le sue ricadute si sono fatte sentire anche a livello individuale attraverso l’incertezza occupazionale, la diminuzione del reddito medio e dei consumi.

Per ridare fiato alle famiglie italiane e far ripartire i consumi, la proposta di Fipe, Anseb, sindacati e associazioni di categoria è semplice e immediatamente efficace: aumentare il valore dell’esenzione fiscale del buono pasto. Le ripercussioni positive si vedrebbero non solo a livello individuale, con un incremento del potere d’acquisto subito fruibile e che non può essere distratto nel settore del risparmio, ma anche a livello di sistema Paese.

Ogni euro aggiuntivo di deducibilità fiscale del buono pasto genererebbe, infatti, un aumento dello 0,1% di Pil, un incremento del valore aggiunto fino a 1,35 miliardi di euro e un gettito aggiuntivo netto di entrate fiscali fino a 330 milioni di euro.






A sostegno di questa ricetta per contrastare la crisi, Anseb, Fipe, Confcommercio, Cittadinanzattiva, Adiconsum, Adoc, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un convegno a Roma che si è svolto lo scorso settembre.

Durante l’incontro, oltre a promuovere l’incremento della soglia di esenzione del buono pasto, ferma a 5,29 euro dal 1998, le associazioni presenti hanno sottolineato l’importanza di allargare la disponibilità di questo benefit a una platea più ampia di quella attuale, pari a circa 2,5 milioni di lavoratori, visto che ogni giorno sono ben 8 milioni gli occupati che consumano la pausa pranzo fuori casa. Si tratterebbe di un passo importante in grado di aumentare il giro d’affari degli esercizi di ristorazione con una conseguente ricaduta positiva su tutta l’economia.

Per una sintesi del convegno, guarda il video realizzato da Confcommercio con le interviste ad Aldo Cursaro, vice presidente vicario di Fipe, Franco Tumino, presidente di Anseb, e Francesco Rivolta, direttore generale di Confcommercio.