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12.11.2014 Focus on

Trattamento fiscale buoni pasto: la riforma approda in Parlamento

Due emendamenti alla Legge di Stabilità imprimono una svolta positiva alla riforma del regime fiscale del buono pasto. 

La riforma sul regime fiscale dei buoni pasto approda in Parlamento con due emendamenti alla legge di Stabilità. Si tratta del primo passo per aumentare la deducibilità dei buoni pasto, ferma dal 1998 a 5,29 euro per ogni giorno lavorato.

Le proposte al vaglio della Commissione Finanze della Camera dei Deputati sono di due tipi. Nel primo caso si tratta di un aumento del valore esentasse fino a 7 euro del buono pasto in qualsiasi forma, cartaceo o elettronico. Nel secondo caso, l’innalzamento sarebbe di 6 euro per il buono pasto cartaceo e di 7 euro per quello elettronico.

Soddisfazione per una misura in grado di rilanciare i consumi è stata espressa dall’Amministratore Delegato di Edenred Italia, Andrea Keller, che in proposito ha sottolineato come “gli studi condotti da OpenEconomics e Università di Tor Vergata sull’impatto del sistema dei buoni pasto nell’economia italiana mostrino dei numeri assolutamente interessanti. Su un valore del mercato di circa 2,8 miliardi di euro, il buono pasto e la catena di valore aggiunto già oggi rappresentano lo 0,72% del PIL.

Un aumento del valore esentasse a 7 euro porterebbe il settore a rappresentare lo 0,90% del PIL con conseguente aumento di entrate fiscali, valore aggiunto nei pubblici esercizi e maggior potere di acquisto sui lavoratori”.

Keller si è anche detto certo cheaumentare il valore dell’esenzione fiscale del buono pasto contribuirà a far ripartire i consumi e che le ripercussioni positive si vedranno non solo a livello individuale, con un incremento del potere d’acquisto subito fruibile e che non può essere distratto nel settore del risparmio, ma anche a livello dell’intero sistema Paese”.




La richiesta di adeguare il valore del buono pasto al costo della vita viene espressa d’altra parte sia dalle imprese del settore sia dalle associazioni dei consumatori e sindacali.

A questo proposito, Anseb, Fipe, Confcommercio, Cittadinanzattiva, Adiconsum, Adoc, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Cgil, Cisl e Uil, hanno recentemente organizzato un convegno, svoltosi proprio a Montecitorio, per presentare i vantaggi della riforma del sistema.