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14.11.2016 Focus on

Come districarsi tra gli anglicismi del mondo del lavoro in 10... parole.

Nel paese del "welfare" e del "jobs act" i termini mutuati dall'inglese spopolano, soprattutto al lavoro, ma non sempre se ne conosce a fondo il significato. Scopriamo insieme la top ten degli anglicismi business più recenti.
 

Qualcuno ha definito le nostre giornate lavorative (e non solo) come ormai caratterizzate dal linguaggio "itanglese": un vocabolario fatto di neologismi e anglicismi talora incomprensibili. Per questo motivo l'accademia inglese ABA ha redatto una vera e propria guida di sopravvivenza per gli italiani che al lavoro - o fuori - si cimentano ogni giorno con una lingua sempre meno italica e sempre più albionica.

Ispirati da questo manuale, ecco la nostra top ten: un kit di emergenza linguistica plug&play.

  1. Bleisure : Unire l'utile al dilettevole combinando trasferte di lavoro a viaggi personali. In "Bleisure"  B corrisponde a -business-  e -leisure- a “hobby” o piacere.  I sostenitori più accaniti del bleisure sono gli under 30 più liberi, flessibili e adattabili, anche se recentemente madri e padri che lavorano si organizzano in modo da farsi raggiungere anche dalla famiglia e godersi qualche ora in più di vacanza.
  2. Blurring: Cancellazione progressiva dei confini tra vita privata e professionale o attitudine a “mescolare” “mischiare” vita privata e lavoro, mediante l’utilizzo dei dispositivi Mobile. Deriva dall’inglese to blur, che significa sfumare .. accade quando le  incombenze lavorative travalicano i confini della sfera professionale “contaminando” quella privata.
  3. Bore-out : Sfinimento causato da disinteresse totale per i compiti da svolgere al lavoro: praticamente un esaurimento “da noia” che può – in alcuni casi- sfociare in vera e propria depressione. L'espressione viene dall'inglese bored, semplicemente "annoiato" ed è l’opposto del burn out.
  4. Burn-out : Sfinimento professionale dovuto al sovraffaticamento. La traduzione italiana della parola “burnout”: “bruciato” (o anche “scoppiato” o “andato in cortocircuito”) descrive parte delle sensazioni vissute da chi sperimenta questo stato che può sfociare in un vero e proprio esaurimento nervoso.
  5. Brown-out : Perdita di energia dovuta alla " stupidità funzionale"  o all'assurdità dei compiti da compiere.
  6. Ghosting : Ignorare deliberatamente il proprio partner per provocare la rottura del rapporto. Sul piano lavorativo corrisponde ad essere essere escluso professionalmente ma anche a non essere ricontattati dopo un colloquio di lavoro non andato a buon fine... una sorta di “silenzio-non assenso”.
  7. Holacracy : Nuovo metodo di organizzazione orizzontale dell'impresa dove non ci sono boss né capi. Fondato da  Brian Robertson, programmatore statunitense stufo dei modi di operare tipici delle imprese tradizionali. 
  8. Intrapreneuriat : Iniziativa d’imprenditorialità all’interno dell'impresa dove l'organizzazione "cova"  i progetti innovativi dei propri manager per favorire la nascita di nuove innovazioni.
  9. Manager o Management di Transizione: Manager a tempo determinato che porta la sua esperienza all'impresa solo per un lasso di tempo definito, per assicurare la riuscita di un progetto o risolvere un problema urgente.
  10. Nudging o Nudge Management : stile manageriale “dolce” o “spinta gentile”. Si tratta di una teoria che sostiene che rinforzi positivi e suggerimenti indiretti possano influenzare o incentivare il processo di decisione di gruppi e individui con la stessa efficacia di istruzioni dirette, o forzate. 
Onde evitare l'effetto mondegreen è possibile visitare periodicamente il sito dell'enciclopedia Treccani dedicato ai "neologismi della settimana" piuttosto che una delle tante liste online di termini inglesi entrati a pieno diritto nella lingua italiana.

Se, nonostante ciò, doveste trovarvi di fronte all'ennesimo, criptico, se non incomprensibile, neologismo itanglese, niente panico. Limitatevi a replicare con un fluente: "Prisencolinesinanciusol ol rait".



SC