Seleziona la tua area d'interesse

15.05.2015 Focus on

Geolocalizzazione: dimmi dove sei e ti dirò cosa c'è intorno

Così lo smartphone svela la città. Non solo: “leggendo” le nostre abitudini, è in grado anche di fare delle proposte. Come sta per fare Facebook.
 

Siamo in una zona di Milano poco conosciuta, dobbiamo assolutamente trovare un riparatore di computer e non sappiamo cosa fare: abbiamo lo smartphone in tasca, ma la ricerca potrebbe rivelarsi lunga.
 
E invece no.
Perché, grazie alla geolocalizzazione, possiamo conoscere immediatamente cosa c'è intorno a noi. Attraverso il sistema di posizionamento GPS, il nostro cellulare è infatti in grado di collocare esattamente la nostra posizione su una mappa e di fornire tutte le informazioni su ciò che ci circonda.
 
Indirizzi, contatti e opinioni
Basta, ad esempio, digitare su Google “riparazione computer” e il nostro motore di ricerca ci fornirà tutte le informazioni, i siti internet, i contatti e gli indirizzi – e perfino le opinioni e le recensioni – non dei riparatori di Roma, Venezia o chissà dove, ma proprio di Milano. Anzi, nella nostra zona, seleziona quelli più vicini a noi e li visualizza su una cartina geografica.  Lo stesso vale, ovviamente, se siamo in cerca di un cinema: basta digitare “cinema” e avremo immediatamente il quadro dei grandi schermi più vicini.
 
Una rivoluzione silenziosa, spesso utile anche per farci scoprire quel servizio o quell'attività economica sotto casa che, chissà perché, non conoscevamo.
 
La ristorazione, ovviamente, è l'oggetto principe di ogni buona geolocalizzazione: basta entrare su TripAdvisor e, senza nemmeno digitare il proprio indirizzo, si utilizzano le funzioni per trovare il cibo italiano, ristoranti giapponesi, bar o panifici “qui vicino” e il gioco è fatto, con tutta la serie di opinioni e recensioni collegate.
 
Grande fratello?
Ma non è finita qui. La geolocalizzazione ha, infatti, una “memoria” in grado di ricostruire i nostri percorsi, fornendoci così servizi sempre più personalizzati per le nostre esigenze: e il Runtastic degli sportivi non può essere che uno dei tanti esempi.
 
Secondo uno studio della School of computer science della Carnegie Mellon University di Pittsburgh (Stati Uniti), le app del nostro smartphone – a cominciare da Facebook - trasmettono la nostra posizione mediamente 358 volte al giorno.
 
Una sorta di “Grande Fratello”, direbbe qualcuno: eppure non è così, perché le impostazioni sulla privacy possono essere cambiate dall'utente, e ogni applicazione che utilizza la geolocalizzazione deve essere rigorosamente autorizzata. Ognuno, così, può ritagliarsi la sua sfera di riservatezza, più o meno ampia. Certo, serve un rapporto attivo e non solo passivo con le tecnologie.
 
Facebook passa alla proposta
La nuova frontiera, tuttavia, sembra essere quella di un crescente utilizzo della geolocalizzazione da parte dei social network. Facebook, ad esempio, sta testando una nuova barra di notifiche, in cui tra le sezioni preimpostate vi saranno i “luoghi dei dintorni”.
 
Verranno cioè mostrati tre locali vicini, dove mangiare, in base agli orari di apertura più comodi all'utente, che Facebook desume automaticamente “studiando” gli orari di accesso al social network. Sempre che l'utente, ripetiamolo, abbia dato il consenso a farsi trovare.
 
Ma la vera svolta potrebbe arrivare dalla geolocalizzazione degli amici: anche qui il social network di Zuckerberg potrebbe presto fare da apripista. Facebook sta infatti studiando una funzione “amici nei dintorni” che, tanto per cambiare, potrebbe nuovamente rivoluzionare il modo di concepire i rapporti sociali.