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09.04.2015 Focus on

Internet of Things: mercato e potenzialità sul Pil italiano

Sei milioni di oggetti connessi in Italia. È la rivoluzione dell'Internet of Things, che avrà un forte impatto in tutti gli ambiti della nostra vita, Pil compreso.

Far scattare il verde quando si è all'incrocio e non c'è traffico o regolare l'intensità delle luci di casa a seconda della luminosità del sole. È l'Internet of Things, anche detto Internet delle cose o Iot, una rivoluzione epocale dalle grandi potenzialità su tutti i fronti, che promette di avere ripercussioni positive anche sul Pil italiano.


Internet of Things: definizione ed esempi
Attraverso la rete, gli oggetti diventano intelligenti e sono capaci di inviare informazioni su se stessi e di dialogare con gli altri prodotti connessi, adattando il loro comportamento a seconda dei dati ricevuti.
Se, ad esempio, il meteo segnala che nel pomeriggio pioverà, l'impianto di irrigazione si disattiverà e le finestre si chiuderanno automaticamente. Quando la nostra auto sarà vicina a casa il cancello di casa si aprirà, il riscaldamento partirà e la lavatrice si avvierà da sola.
Applicazioni innovative che non riguardano solo le mura domestiche, ma che verranno impiegate in tutti i settori: dall'industria alla gestione delle città del futuro.
Le Smart City saranno in grado di rendere più fluido il traffico grazie ai semafori intelligenti o di gestire meglio la raccolta dei rifiuti grazie ai segnali inviati dai cassonetti. Tutto sarà più efficiente, dall'erogazione del gas effettuata in base al monitoraggio del suo reale consumo alla gestione dell'elettricità, tenendo conto delle fonti rinnovabili e della possibilità di stoccare l'energia nei veicoli elettrici connessi alla rete.

Come impatta l’Internet of Things sul mondo del business?
Un cambiamento che impatterà anche sul mondo degli affari: secondo Cisco, infatti, entro il 2020 il 75% del business globale diventerà digitale.
Le grandi aziende informatiche si stanno già preparando: come IBM, che ha dichiarato di investire nella creazione di una divisione ad hoc per l'Internet of Things, che avrà il compito di supportare gli utenti nella raccolta e analisi dei dati generati da smartphone e dispositivi elettronici.
In pratica, con l'Iot avviene una fusione perfetta tra mondo reale e virtuale, in cui il mondo elettronico è in grado di tracciare una mappa di quello reale, dando vita a un'unica e immensa rete mondiale, in un continuo scambio di informazioni.

…e sul Pil italiano?
Le potenzialità dell'Internet delle cose sono praticamente infinite. Ogni oggetto può essere connesso, rendendo più semplice e smart la nostra casa, ma anche la nostra città, il nostro sistema industriale, economico e, in generale, il nostro paese.
Con investimenti adeguati, questa innovazione tecnologica si convertirà in una crescita economica. Gli analisti, infatti, stimano che l'Internet of Things avrà un impatto sulla società superiore a quello che ha avuto in passato l'arrivo di Internet.
Secondo un recente studio di Accenture, da qui al 2030 il settore potrebbe valere l'1,1% del Pil in Italia, per un volume d'affari che sfiora i 200 miliardi di euro.
A livello globale, la cifra sale a 10mila miliardi con una stima di 50 miliardi di oggetti connessi.
Cresceranno anche le opportunità occupazionali: solo nel 2014 la richiesta di sviluppatori per progetti legati al mondo Iot è cresciuta del 50%.


Internet of Things in Italia: a che punto siamo?
L'Italia si sta già muovendo per non perdere quest'importante occasione di crescita. A fine 2013, secondo i dati dell'Osservatorio Internet of Things, elaborato dalla School of Management del Politecnico di Milano, gli oggetti connessi nel nostro paese erano già 6 milioni per un valore di mercato di 900 milioni di euro.
Dalle soluzioni di domotica sviluppate da Guzzini ai lampioni smart venduti da Umpi, dalle tute intelligenti per motociclisti realizzate dalla D-Air di Lino Dainese ad Hiris, la tecnologia indossabile per controllare i dispositivi della casa con un semplice gesto della mano sviluppata da Circle Garage, sono sempre di più le aziende italiane che stanno investendo nel settore.


Le prospettive di crescita prospettate dall'Internet delle cose sono dunque considerevoli, ma servirà il coinvolgimento attivo di tutto il settore industriale italiano per trasformare le proiezioni in realtà.