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15.06.2015 Focus on

Nome in codice: pomodoro

GS1 lancia un nuovo bar code che consentirà ai supermercati di differenziare i prezzi in base alla freschezza. E ai consumatori di sapere tutto sul prodotto.
 

In principio era il caos. Poi, a ordinare questo mondo, giusto quarant'anni fa arrivò lui: il codice a barre. Ora GS1, l'organismo mondiale che gestisce i codici di tracciabilità e identificazione dei prodotti, sta per lanciare una nuova rivoluzione: un codice a barre per identificare i più anarchici tra i prodotti alimentari, quelli più difficili da etichettare.
 
Stiamo parlando dell'ortofrutta che troviamo, sfusa, in negozi, bancarelle e supermercati. Si chiama GS1 DataBar e offre numerosi vantaggi, sia ai produttori che ai venditori e ai consumatori.
 
Dimensioni ridotte
Si tratta, in sostanza, di un codice a barre GS1 di dimensioni ridotte, che consente di memorizzare un maggior numero di dati in un piccolo spazio. Le dimensioni limitate consentono una facile etichettatura sui prodotti sfusi, normalmente così difficili da marcare. I dati in esso memorizzati, accessibili tramite la scansione con il lettore ottico, sono il numero di lotto e la data di scadenza.
 
Vantaggi per il supermarket...
Due informazioni apparentemente semplici, basilari, quasi scontate, che però aprono tutto un mondo di servizi in più. In particolare, il supermercato potrà:
  • segnalare al cliente l'acquisto di un prodotto scaduto o sottoposto a richiamo;
  • varare politiche di prezzo innovative, proporzionali, ad esempio, alla freschezza del prodotto. Un esempio: una mela, entro 5 giorni dalla raccolta, avrà un prezzo, dopo altri 5 il prezzo sarà minore, e così via;
  • potrà conoscere le preferenze e le abitudini dei consumatori, in modo da calibrare al meglio la sua offerta e le campagne promozionali. 
… e per l'acquirente
Il consumatore, dal canto suo:
  • attraverso la propria carta fedeltà potrà conoscere il numero di lotto e quindi l'azienda e la zona geografica di raccolta;
  • eviterà di acquistare prodotti scaduti. 


E niente sprechi
Infine, un beneficio per tutta la collettività: una politica di prezzi basata sulla freschezza dei prodotti ortofrutticoli, con prezzi decrescenti al diminuire della freschezza del prodotto, consentirà di diminuire gli sprechi alimentari. Le nostre mele ormai “vecchiotte”, anziché buttate o messe da parte, potranno essere vendute a prezzi super-scontati, senza danneggiare l'immagine delle nuove arrivate. Politiche del genere sono state già attivate in Irlanda e in Corea del Sud.
 
Il valore della trasparenza, poi, è in grado di fare davvero la differenza: non vedremo più arance uruguayane spacciate per siciliane, o fagiolini senegalesi fatti passare per prodotti a chilometro zero.
 
“Il GS1 DataBar – spiega Emanuela Casalini, specialista di codici a barre di GS1 Italy – rappresenta la soluzione ottimale per la codifica dei prodotti a peso variabile anche perché permette di gestire alle casse dei punti vendita diverse applicazioni non implementabili con l’utilizzo dei normali codici a barre GS1, con rilevanti benefici per i retailer e per i consumatori”.
 
La spesa del futuro
Grazie a questi codici non appare lontano, dunque, un futuro in cui avvicineremo i nostri smartphone al pomodoro che stiamo per acquistare, e in base al codice sapremo tutto di lui: la varietà, l'orario e il luogo di raccolta, il nome dell'operatore, i luoghi di selezione e stoccaggio, il viaggio che ha compiuto fino al banco del supermercato. Insomma, avremo a disposizione una vera e propria carta d'identità, capace di aiutarci nelle nostre scelte. Con la trasparenza, in fondo, ci guadagniamo tutti.