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10.02.2016 Focus on

STOP alle intolleranze alimentari in pausa pranzo! arrivano i menu digitali per una scelta di piatti sani e smart!

Le intolleranze  alimentari non saranno più un problema al ristorante e in pausa pranzo. Ancora una volta l’aiuto arriva dal mondo digitale che ci consentirà, con un click, di rilevare le informazioni nutrizionali e la presenza di allergeni o glutine nel nostro piatto.



SC

In Italia i menu di ristoranti, pizzerie, tavole calde e bar diventeranno sempre più smart e trasparenti per garantire e salvaguardare la salute di chi soffre di allergie e intolleranze alimentari. Come? Grazie a una serie di APP e software innovativi che consentiranno al proprietario del locale, ad esempio, di pubblicare e aggiornare i propri menu e renderli consultabili ai propri clienti attraverso PC, smartphone o tablet piuttosto che fornire QR code dedicati in versione multilingue nei segna-tavolo.  



La spinta verso il digitale ha avuto inizio con l’entrata in vigore del Regolamento Europeo che impone a tutti i ristoratori, bar, gelaterie (e qualunque pubblico esercizio che somministri alimenti per il consumo) a rendere il proprio menu trasparente segnalando la presenza di eventuali allergeni nei piatti o prodotti offerti.
 
Sotto la lente di ingrandimento troveremo soprattutto gli ingredienti ad alto rischio di allergie come:
cereali, latte e lattosio, crostacei, semi di sesamo, pesce, arachidi, soia, frutta a guscio, sedano, uova, senape, anidride solforosa, solfiti, molluschi e lupini.
 
In Italia sono infatti circa 8 milioni gli allergici, oltre 170.000 i celiaci e, secondo le più recenti statistiche, addirittura il 50% dell’intera etnia mediterranea è intollerante al lattosio!
Per queste persone mangiare in un locale, godersi un cono di gelato o uno snack può trasformare quello che dovrebbe essere un momento di convivialità, piacere e relax in un incubo!  
 
Fortunatamente grazie ai menu a prova di allergie e all’operato di ristoranti “illuminati”, intolleranze e allergie vanno fuori a pranzo (e a cena).
 
Esemplare in questo senso il caso del ristorante di Portland che riserva un tavolo dedicato ad ogni tipologia di “sensibilità alimentare” classificandolo con un semplice numero in modo che il ristoratore sappia ad esempio che al 43 non possono mangiare crostacei mentre al 22 è bandita la cheesecake senza stigmatizzare il cliente.
 
L’iniziativa è stata apprezzata al punto tale da indurre ad organizzare un vero e proprio Allergy Pride  le cui immagini hanno fatto il giro del web in una sorta di invito globale alla tolleranza dell’intolleranza.
 
 
SC