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03.07.2015 Focus on

Wearable device, la tecnologia che si indossa

Aiuta nella concentrazione, fornisce informazioni tecniche, semplifica la vita. Occhiali, orologi, fasce e t-shirt intelligenti sono una rivoluzione anche al lavoro.

Wearable device, ossia tecnologia da indossare. L'Apple Watch ce l'ha  insegnato: l'ultima tendenza hi tech ce l'hai addosso, come un vestito. E può rivelarsi un supporto utile anche al lavoro, aiutando nella concentrazione, fornendo informazioni o istruzioni al lavoratore e migliorando l'organizzazione dell'azienda. Occhiali intelligenti (come i Google Glass), orologi tuttofare, calzini con sensori, anelli con Bluetooth: sono solo alcuni esempi dei nuovi “assistenti” 2.0.
 
Sono stati 19 milioni, secondo l'istituto di ricerca americano Abi Research, i dispositivi tecnologici indossabili venduti in tutto il mondo. Entro il 2018 saranno 485 milioni. Sarà questa la prossima rivoluzione tecnologica? Di sicuro la novità apre la strada a numerose innovazioni.
 
Questione di definizioni
Ma cosa si intende, esattamente, per wearable technology? Manuali e docenti di informatica la definiscono come “l’insieme delle tecnologie portabili e indossabili che utilizzano il corpo come supporto naturale per il loro funzionamento. La rilevazione e i monitoraggio di segnali del corpo, anche di natura emozionale, permettono a queste tecnologie di diventare un valido assistente per i bisogni dell’utente, ampliando anche le sue capacità sensoriali”. In altre parole, sono in grado di “sentire” i bisogni della persona, interagendo di conseguenza.
 
In genere le tecnologie indossabili hanno bisogno di dialogare con altri dispositivi, come pc, tablet e soprattutto smartphone, ma esistono anche alcune tipologie capaci di connettersi automaticamente alla rete senza intermediari.
 
Più sicurezza
Nella vita di tutti i giorni, questo significa che si possono sviluppare vestiti in grado di tenere sotto controllo il battito cardiaco, nei neonati come negli sportivi. Oppure, in ambito lavorativo, controllare la stanchezza dei lavoratori per evitare incidenti: si pensi, ad esempio, alle aziende di autotrasporto che possono controllare a distanza il grado di attenzione dei loro autisti, che siano di camion o di autobus, mediante dispositivi indossabili come occhiali o magliette. Evitando così incidenti disastrosi e aumentando la sicurezza stradale di tutti.
 
Più concentrazione

Ma anche la fascia EEG, che analizza l'attività cerebrale, può essere usata in ambito lavorativo. La startup inglese Axio, ad esempio, ha creato un prototipo in grado di registrare l'elettroencefalogramma dell'utente con lo scopo di aiutarlo nella concentrazione, inviando dei segnali acustici “positivi” o “negativi”. Supporto utile o ennesimo grande fratello? Il dibattito è aperto.
 
Più soddifazione

Secondo una ricerca svolta lo scorso anno dall'azienda inglese di gestione del cloud Rackspace, i lavoratori che hanno indossato questi dispositivi hanno visto crescere la loro produttività dell'8,5%, mentre la loro soddisfazione personale sul posto di lavoro è cresciuta del 3,5%.
 
Precisione e rapidità
Sarà per questo motivo che numerose aziende hanno dotato i propri dipendenti di wearable device, anche come supporto puramente informativo. Come la Boeing che, vista la delicatezza dei dispositivi assemblati dai suoi operai, ha pensato di dotarli di smart glass (occhiali) grazie ai quali i dipendenti possono visionare in tempo reale schede tecniche e istruzioni di montaggio di ciò che stanno manovrando.
 
E lo stesso ha fatto il colosso britannico della grande distribuzione Tesco, che in una sua piattaforma logistica irlandese ha dotato il personale di particolari braccialetti che indicano al dipendente dove collocare la merce che si sta maneggiando. Risparmiando tempo ed evitando inutili complicazioni. I wearable device si propongono quindi come veri e propri assistenti in grado di aumentare produttività e precisione dei lavoratori.