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15.03.2016 Focus on

E' tempo di riforma delle pensioni ma i lavoratori italiani tra i 55 e i 60 anni sono i più pessimisti d’Europa.

I nostri connazionali in età pensionabile non credono di avere un futuro lavorativo e, addirittura, si dichiarano tra i più insoddisfatti al lavoro, in Europa. 

La riforma delle pensioni annunciata dal Governo Renzi in questi giorni è più che mai sotto i riflettori: flessibilità in uscita, pensione anticipata, pensione di vecchiaia, opzione Donna, settima salvaguardia, sono i temi più dibattuti del momento. Ma se da un lato risulta difficile orientarsi nel ginepraio delle novità legislative, dall’altro emerge prepotentemente la sfiducia nutrita dai lavoratori italiani alla soglia della pensione.
I dati arrivano dal Barometro Ipsos 2015, una ricerca che viene condotta dal 2004 per indagare la percezione del benessere lavorativo e le aspettative professionali dei dipendenti europei.

Un selfie all’Italia che lavora… da un po’.
Nel 2015 il mercato del lavoro in Italia è risultato tra i più immobili d’Europa, i lavoratori hanno infatti espresso grande sfiducia nel futuro, al punto tale da rinunciare a ricercare una nuova posizione (il 67% degli intervistati). Inoltre sembra venire meno anche il senso di appartenenza all’azienda; i dipendenti vi restano fedeli  più per mancanza di alternative (hanno la certezza di non potersi ricollocare) piuttosto che per qualità di vita al lavoro (i soddisfatti sono solo il 26%, in calo di 3 punti rispetto allo scorso anno) e, in generale,  gli Italiani sono tra i più sfiduciati sul loro futuro professionale, terzi dietro francesi e polacchi.

Anche quando pensano alla pensione, solo il 20% dei nostri connazionali ha già fatto dei piani e dichiara di percepirla «abbastanza vicina», dato inferiore alla media europea (35%). Peggio di noi ci sono solo gli spagnoli. 
 
E il vecchietto dove lo metto (e come)?
Viene da chiedersi se i datori di lavoro italiani si interessino al benessere dei propri dipendenti sulla soglia della pensione..quasi uno su due (45%) sembra esservi attento, ma non tanto quanto i vicini europei: ai primi posti svettano infatti Regno Unito (67%) e Olanda (65%) che sembrerebbero saper riconoscere e valorizzare l’esperienza.  
Per quanto riguarda, infine, il riconoscimento dell'impegno lavorativo, l'Italia si conferma purtroppo fanalino di coda (46%), prima di Polonia e Francia.

Per saperne di più sull'edizione 2015 del Barometro IPSOS clicca qui.


SC