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10.03.2016 Focus on

Il nuovo ruolo del welfare privato

La crisi del welfare pubblico ha aperto ampi spazi alla crescita del welfare aziendale, privato e contrattato. Qual è il nuovo ruolo che l'impresa gioca in questo processo?

Prosegue l'intervista a A.Keller  sul nuovo welfare aziendale.


Il welfare pubblico entra in crisi su due fronti: di quantità e di qualità. Non solo non ci sono le risorse per soddisfare completamente il bisogno di welfare ma non ci sono neppure i mezzi e gli strumenti per recepire la varietà dei bisogni, che cambiano sia da persona a persona (lavoratore, disoccupato, pensionato, studente, residente in una grande città o in provincia), sia lungo il ciclo di vita dell'individuo.
 
Di fronte a queste aree scoperte, le aziende hanno una grande opportunità, declinata in tre aspetti:
  • offrire ai propri lavoratori una moneta retributiva più ricca, perché meno costosa (defiscalizzata e decontribuita) e più efficace rispetto ai bisogni espressi, agendo così sull’engagement, la motivazione e la produttività;
  • collaborare in via sussidiaria al welfare pubblico con risorse aggiuntive, competenze e strumenti di gestione personalizzata del bisogno;
  • investire sui servizi del territorio di riferimento dimostrando un impegno concreto di responsabilità sociale e di welfare di comunità.
 
Non si tratta di «buonismo», il welfare aziendale diventa piuttosto terreno di incontro tra i bisogni delle aziende (produttività e crescita sostenibile), dei lavoratori (potere d’acquisto e personalizzazione) e dello Stato (risorse sussidiarie e servizi di qualità organizzati sul territorio).

I vantaggi per l’impresa

La responsabilità sociale dell’azienda si esercita soprattutto nei confronti del proprio capitale umano. Come ricordato di recente dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, il welfare aziendale gioca un ruolo decisivo come fattore determinante di valorizzazione del capitale umano in una logica di «reciprocità».

La costruzione di un clima aziendale positivo è lo scopo sul quale convergono gli interessi di impresa e lavoro? È intorno a questa convergenza d’interesse, e di valore, che cresce e si sviluppa il welfare aziendale?

Indubbiamente la convergenza è sia di interesse sia valoriale. In un’epoca «doubleface» in cui sconfitta e voglia di riscatto, crisi e innovazione sociale, individualismo/abdicazione da un lato e politica/protesta dall’altro, coesistono , la ricerca di un punto di contatto sostenibile basato su valori e interessi comuni è molto attuale.

Il welfare aziendale rappresenta un’opportunità concreta in quest'ottica, soprattutto perché consente un percorso di confluenza degli attori coinvolti, che può essere intrapreso sia da una prospettiva sociale e valoriale, sia da una prospettiva puramente economica; il punto di arrivo è lo stesso, ognuno può approdarvi partendo dalla spinta che sente più vicina e coerente con il proprio agire personale e professionale.


Fonte: Il futuro del Welfare è in azienda a cura di F.Di Nardo