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07.04.2016 Focus on

Il nuovo welfare a misura di PMI: possibile e vantaggioso.

Troppo spesso il welfare è considerato appannaggio esclusivo delle grandi imprese o di singole eccellenze storiche particolarmente illuminate, come Olivetti o Ferrero. Oggi, grazie alla Legge di Stabilità, anche le realtà più agili, le start up e le medie imprese possono finalmente coniugare produttività e benessere.

Beneficiare del favor fiscale previsto dal legislatore e delle economie di scala derivanti da un nuovo ecosistema di welfare che apporta benefici alle aziende, ai dipendenti ed all’intero sistema paese è diventata prerogativa anche delle PMI Italiane! ma... come?

Back to basics: molti parlano di welfare ma, operativamente, come funziona? 
Se vuoi scoprirlo, guarda questo video di meno di due minuti, racconta la best practice di Sonepar che con Edenred ha realizzato un piano di benefit su misura per i suoi dipendenti.



Come vedi, oggi non solo è possibile disegnare un piano di welfare su misura  ma è possibile farlo nel rispetto del perimetro di budget a disposizione e avvalendosi di piattaforme tecnologicamente avanzate, plug&play e user friendly.

Esiste però una seconda, interessante, opportunità per le PMI, come ci ricorda Franca Maino nel suo contributo al saggio “Il futuro del Welfare è in azienda,” La connessione tra welfare e reti di imprese appare, in prospettiva futura, una grande opportunità che consente di guardare al rinnovamento del sistema di tutele con più ottimismo. …  esperienze come la rete Giunca di Varese dimostrano il crescente interesse del mondo imprenditoriale per lo sviluppo e la crescita attraverso la tutela del benessere dei dipendenti e, più in generale, della comunità locale. La condivisione di progetti e risorse per l’offerta di nuovi servizi origina dalla volontà di aiutare i lavoratori a fare fronte alle necessità della vita quotidiana ma può al tempo stesso favorire lo sviluppo di strutture sul territorio e l’occupazione nel settore dei servizi alla persona.”
 
Potremmo citare molte best practice frutto di questa filosofia di welfare basata su sinergie virtuose tra attori del sistema, ma l’elenco non sarebbe esaustivo se non citassimo anche l’esperienza delle Reti Territoriali di Conciliazione sviluppate in Lombardia dal 2005. Nell'ultimo anno e mezzo ne sono nate 15, che grazie a 57 partnership pubblico-privato, a cui hanno aderito 966 enti(pubblici e privati), hanno attivato ben 71 progetti (servizi di cura e socioeducativi, attività sperimentali di conciliazione famiglia-lavoro, piani di congedo personalizzati e misure a favore dell’occupazione) sul territorio. Per non parlare di altri esempi virtuosi come Welfa-Re a Reggio Emilia e WelfareNet in Veneto, ma l'elenco, per fortuna, è continuamente in divenire, a dimostrazione che...

Qualcosa è cambiato... (e sta cambiando)

Oltre alle diverse modalità che oggi consentono alle PMI di agire concretamente il welfare aziendale, sembra anche che  la  loro sensibilità sul tema si sia acuita. Emblematico in questo senso il premio Assiteca 2015  “Welfare in Azienda: pratiche e modelli vincenti”, che ha registrato il 70% di candidature provenienti da PMI, aventi  un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro. Un dato importante per l’Italia dove le piccole e medie imprese costituiscono il 95% del tessuto imprenditoriale nazionale. "Lo scenario è in evoluzione perché le realtà più piccole hanno trovato il modo per aggirare gli ostacoli, spesso consorziandosi e facendo rete tra loro o facendosi supportare dalle associazioni territoriali", ha infatti dichiarato Alessia Maggiani, direttore divisione employee benefits di Assiteca.
 
Infine non è un caso che l’8 marzo scorso abbia debuttato a Roma il Welfare Index PMI, la presentazione del primo Rapporto Nazionale sul Welfare nelle piccole e medie imprese, realizzato attraverso una ricerca condotta su 2.140 aziende dei tre settori produttivi: industria, commercio e servizi e agricoltura.
 
La ricerca mostra che le principali motivazioni che spingono le PMI verso iniziative di welfare aziendale sono:
  • la gestione del personale, e quindi il benessere dei dipendenti per migliorarne la soddisfazione e la produttività,
  • e la sostenibilità nel lungo termine del successo aziendale, unita ad aspetti di reputazione aziendale. 
Gli incentivi fiscali risultano comunque essere determinanti: il 35% delle aziende afferma infatti di aver effettuato rilevanti investimenti di risorse aziendali compensati però dai risparmi fiscali. Molto interessante a questo proposito il dato legato ai fattori deterrenti rispetto all’adozione di piani di welfare. La ricerca infatti rivela la percezione di una carenza informativa, a conferma di questo percepito, il 60% delle imprese molto attive in ambito welfare indica come fattore prioritario l’accesso a servizi di informazione e consulenza sul tema anche attraverso associazioni imprenditoriali.
 
Il nuovo welfare dunque è sempre più sartoriale e sempre più adatto alle imprese diversamente grandi e il mercato sembra progressivamente cogliere ed accogliere questa specificità squisitamente italiana, strutturandosi nella maniera più idonea a preservarla e valorizzarla.



SC