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07.03.2016 La parola all'esperto

Non è un paese per donne.

Oggi anche in Italia si celebra la festa della donna ma il belpaese registra un tasso di occupazione femminile ancora fermo al 47%. Il regalo più bello? Invertire questa tendenza. Vediamo come. 

Si parla da tempo di womeneconomics, la teoria elaborata da Kathy Matsuy, analista della Goldman Sachs, diffusa nel 2006 a livello internazionale da The Economist secondo la quale: “Quante più donne ci sono nel mondo del lavoro, maggiore è l'impatto sul Pil del paese e sulla sua fecondità. Il lavoro femminile è il motore della crescita economica”. Non si tratta di un manifesto femminista bensì di un’equazione puntuale che coniuga la teoria delle pari opportunità con precisi indici economici.

 
Facciamo un esempio concreto.
 
In Italia l’ingresso nel mondo del lavoro di 1 milione di donne è in grado di generare un aumento del PIL pari al 3%,ciò si tradurrebbe nella creazione di 15 posti di lavoro aggiuntivi nell’ambito dei servizi. Se nel nostro paese lavorasse almeno il 60% della popolazione femminile, l’impatto sul PIL sarebbe di ben 7 punti percentuale. L’effetto moltiplicatore avrebbe ripercussioni favorevoli anche rispetto al potere d’acquisto ed ai consumi:  le famiglie esternalizzerebbero i servizi di cura e gli operatori del settore verrebbero coinvolti in un sistema di competizione virtuosa, in grado di aumentare la qualità delle prestazioni erogate.
 
Cosa stiamo aspettando?
 
Finalmente, grazie alla legge di Stabilità, questo scenario viene reso accessibile attraverso un nuovo strumento di supporto all’inclusione di genere nel mondo del lavoro: il Ticket Welfare®.  Si tratta di un buono acquisto che le aziende potranno erogare ai dipendenti, del valore di 2000 euro netti (2.500 per le aziende che coinvolgono pariteticamente i dipendenti nell’organizzazione del lavoro), non soggetto a tassazione destinato a coprire i costi dei servizi alla persona: sussidi per asilo nido o badante, borse di studio, campus estivi, check up medici, pensione integrativa, assicurazione sanitaria, e ricreazione...una soluzione di work-life balance senza precedenti! 

Donne on board (e nel board) = +15% di profitti in azienda!
 
Uno strumento di questo tipo è anche in grado di abbattere parte delle barriere alla carriera che interessano le donne: l’eterno dilemma tra privato e professione, tra sentimento e ambizione, tra bisogni, sogni e aspirazioni, sarà finalmente ridimensionato grazie a un’offerta di servizi di conciliazione efficaci e accessibili. Il vantaggio non riguarderà solo il mondo femminile, bensì anche le imprese e l’intera dimensione di competitività del paese, una recente ricerca McKinsey ha infatti rilevato che le aziende con un CdA popolato in gran parte da donne aumentano i profitti del 15%!
 
Le donne dunque non solo sono utili ma …. producono, anche, più utili, pertanto conviene cogliere al volo le opportunità prospettate dalla Legge di Stabilità per garantirsi un assetto competitivo vincente che si tratti di grandi, medie o piccole imprese. La conciliazione infatti non è appannaggio delle grandi realtà aziendali: programmi di flessibilità e di welfare sono stati realizzati con successo anche in aziende con poco più di 10 dipendenti, come ad esempio la Codevintec, Lubiam, Atelier Aimée, Arix, per fare qualche nome, che però al loro interno vantano un ventaglio di figure femminili rappresentativo e talentuoso.


SC